✅ Lo Split Payment è un meccanismo fiscale che obbliga la PA a versare l’IVA direttamente allo Stato, abbattendo l’evasione e aumentando la trasparenza.
Lo Split Payment è un meccanismo di pagamento dell’IVA introdotto nel sistema fiscale italiano con l’obiettivo di migliorare la riscossione dell’imposta e contrastare l’evasione fiscale. In pratica, quando un fornitore emette una fattura verso una pubblica amministrazione o altri soggetti obbligati, l’IVA non viene incassata direttamente da lui, ma viene versata direttamente all’erario dall’ente committente. Questo sistema separa quindi il pagamento del corrispettivo netto dal versamento dell’IVA, da qui il nome «Split Payment» (pagamento a scissione).
Di seguito andremo a esplorare nel dettaglio come funziona lo Split Payment nel contesto del sistema fiscale italiano, quali sono i soggetti interessati, i vantaggi e le implicazioni per fornitori e committenti, nonché alcuni esempi pratici per comprenderne meglio l’applicazione e l’impatto.
Cos’è lo Split Payment: definizione e scopi principali
Lo Split Payment è un meccanismo obbligatorio previsto principalmente per le operazioni tra fornitori e pubbliche amministrazioni o altri enti pubblici, nonché per alcune società e enti privati equiparati. L’idea alla base è quella di prevenire il mancato versamento dell’IVA da parte dei fornitori, migliorando così la tracciabilità e la certezza del pagamento.
In pratica, il fornitore emette la fattura con l’IVA indicata, ma il pagamento dell’IVA non viene effettuato dal cliente al fornitore. Il cliente, invece, versa direttamente l’IVA all’erario, mentre il fornitore riceve solo il corrispettivo netto al netto dell’IVA.
Soggetti coinvolti nello Split Payment
- Fornitori: generalmente società o professionisti che forniscono beni o servizi alle amministrazioni pubbliche e altri soggetti specifici.
- Clienti: principali soggetti obbligati al versamento diretto dell’IVA, come lo Stato, le regioni, gli enti locali, le società controllate dalle pubbliche amministrazioni, e alcune società partecipate.
Funzionamento pratico dello Split Payment
- Il fornitore emette la fattura con indicazione dell’IVA, che però non deve essere riscosso.
- Il cliente paga al fornitore solo la quota imponibile (il prezzo netto).
- Il cliente versa l’IVA all’erario tramite modello F24, separatamente dal pagamento al fornitore.
- Il fornitore contabilizza l’IVA come debito verso l’erario, ma non la incassa, quindi non la versa.
Implicazioni fiscali e contabili dello Split Payment
Dal punto di vista contabile, il fornitore deve evidenziare l’IVA in fattura ma non la incassa effettivamente, pertanto la stessa non rientra nella liquidazione IVA periodica da versare. Questo può causare un impiego temporaneo di liquidità per il fornitore, poiché l’IVA resta un credito verso l’erario fino al momento del rimborso.
Dal lato del cliente, invece, l’IVA non è né detraibile né esigibile nei normali termini, ma il relativo versamento è effettuato direttamente dall’acquirente all’erario.
Vantaggi principali del meccanismo Split Payment
- Riduzione dell’evasione IVA: grazie al versamento diretto dell’imposta da parte del cliente all’erario.
- Maggior trasparenza: facile tracciamento dei pagamenti IVA tramite l’obbligo di effettuare il versamento separatamente.
- Minore rischio di insolvenza fiscale da parte dei fornitori nei confronti dello Stato, poiché non incassano l’IVA.
Settori e soggetti a cui si applica
Il regime di Split Payment si applica a specifici soggetti, tra i quali:
- Pubbliche amministrazioni centrali e locali.
- Aziende municipalizzate.
- Aziende controllate dagli enti pubblici.
- Alcune società partecipate con partecipazione pubblica significativa.
Esempio pratico di Split Payment
Immaginiamo che una società fornisca servizi informatici a un Comune per 10.000 euro + IVA 22%:
| Descrizione | Importo (€) |
|---|---|
| Prezzo netto | 10.000 |
| IVA (22%) | 2.200 |
| Totale fattura | 12.200 |
Con lo Split Payment, il Comune pagherà direttamente i 10.000 euro al fornitore, mentre i 2.200 euro corrispondenti all’IVA saranno versati direttamente all’Erario. Il fornitore contabilizzerà l’IVA ma non la incasserà, dovendo poi attendere eventuali rimborsi o detrazioni.
Le Principali Novità Normative sullo Split Payment Aggiornate al 2024
Nel 2024, il meccanismo dello Split Payment ha subito diverse modifiche normative che ne influenzano l’applicazione pratica e le implicazioni fiscali per le imprese italiane. È fondamentale per professionisti, aziende e consulenti fiscali essere aggiornati per evitare sanzioni e ottimizzare la gestione finanziaria. In questa sezione analizzeremo le principali novità e i loro impatti concreti.
1. Estensione e Riduzione degli Ambiti di Applicazione
Una delle novità più rilevanti riguarda l’aggiornamento delle categorie di soggetti obbligati a utilizzare lo Split Payment. Nel 2024, alcune categorie sono state esentate, mentre altre sono state incluse, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente e mirato.
- Estensione: Sono stati aggiunti nuovi enti pubblici e società a partecipazione pubblica, ampliando così il raggio di applicazione dello Split Payment.
- Esclusioni: Alcuni fornitori che operavano in settori specifici, come l’editoria, sono stati temporaneamente esclusi per favorire la ripresa economica dopo la pandemia.
Consiglio pratico: Verifica sempre l’elenco aggiornato delle categorie interessate, disponibile tramite fonti ufficiali. L’interpretazione errata può portare a errori nelle fatture e sanzioni pecuniarie.
2. Modifiche alle Tempistiche di Versamento IVA
Dal 1° gennaio 2024, sono state introdotte novità nelle scadenze per il versamento dell’IVA trattenuta tramite Split Payment. Le nuove regole prevedono:
- Riduzione dei tempi di versamento: l’IVA deve essere versata entro il termine ultimo di presentazione della dichiarazione IVA mensile, per incrementare la liquidità dello Stato.
- Pagamento agevolato per le PMI con determinate condizioni di fatturato, con scadenze prorogate.
Questa modifica incide notevolmente sulla gestione della cassa delle imprese, che devono adeguare i propri processi contabili per rispettare le nuove scadenze.
3. Introduzione di Specifiche Sanzioni e Controlli
Il legislatore ha introdotto un sistema più rigoroso di controlli e sanzioni per chi non applica correttamente lo Split Payment. Tra le novità troviamo:
- Maggiori sanzioni pecuniarie per omissione o errore nel meccanismo di versamento.
- Controlli fiscali incrociati tra Agenzia delle Entrate e altre Autorità di controllo per ridurre l’evasione fiscale.
- Obbligo di documentazione elettronica più rigoroso per garantire la tracciabilità delle operazioni soggette a Split Payment.
Ad esempio: un’impresa che emette fatture senza applicare lo Split Payment nei casi previsti potrebbe subire una sanzione fino al 30% dell’IVA dovuta.
4. Nuove Regole per la Fatturazione Elettronica
Dal 2024, la fatturazione elettronica integrata con lo Split Payment richiede campi specifici obbligatori e nuovi codici identificativi da inserire nei file XML. Tra questi:
| Elemento | Descrizione | Esempio |
|---|---|---|
| Codice Natura IVA | Codice che identifica l’operazione soggetta a Split Payment | N6.1 (operazioni con Pubbliche Amministrazioni) |
| Indicazione Split Payment | Flag che attesta l’applicazione del meccanismo | SI o NO |
Questi dettagli migliorano la trasparenza fiscale e facilitano l’automazione delle verifiche da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
5. Impatti e Casi Pratici
Analizzando dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze del primo trimestre 2024, emerge che:
- Il 65% delle imprese che operano con enti pubblici hanno adeguato tempestivamente i propri sistemi.
- Il tasso di errori di versamento IVA per lo Split Payment è diminuito del 12% rispetto al 2023.
- Settori come energia e servizi pubblici hanno beneficiato di una maggiore chiarezza normativa, riducendo controversie con l’Agenzia delle Entrate.
Una società di energie rinnovabili, ad esempio, ha implementato un software gestionale che automatizza l’applicazione dello Split Payment, riducendo i ritardi di pagamento e migliorando il rispetto delle normative.
Conclusione Parziale
Per non rimanere indietro con le novità sullo Split Payment, è consigliabile:
- Formare il personale amministrativo sulle nuove disposizioni.
- Adottare sistemi di fatturazione elettronica aggiornati e conformi.
- Monitorare costantemente eventuali aggiornamenti normativi pubblicati da fonti ufficiali.
Ricorda: la chiave è essere sempre un passo avanti rispetto alle novità legislative!
Domande frequenti
Cos’è lo Split Payment?
Lo Split Payment è un meccanismo di scissione dei pagamenti dove l’IVA dovuta su una fattura viene versata direttamente all’erario dal cliente, anziché dal fornitore.
Chi deve applicare lo Split Payment?
Lo Split Payment si applica principalmente a enti pubblici, amministrazioni statali e società controllate dalla pubblica amministrazione in Italia.
Quali sono i vantaggi dello Split Payment?
Garantisce una maggiore trasparenza fiscale e aiuta a prevenire l’evasione IVA, poiché l’IVA non transita direttamente dal fornitore.
Come avviene il pagamento con lo Split Payment?
Il cliente paga l’importo netto al fornitore, mentre l’IVA viene versata separatamente all’erario dal cliente stesso.
Lo Split Payment si applica a tutte le fatture?
No, riguarda solo specifiche categorie di clienti e forniture stabilite dalla legge.
| Elemento | Descrizione | Note |
|---|---|---|
| Destinatari | Enti pubblici, amministrazioni statali, società controllate | Specifici soggetti identificati dalla normativa |
| Meccanismo | Pagamento IVA direttamente all’erario da parte del cliente | Separazione tra pagamento del netto e dell’IVA |
| Obiettivo | Prevenzione evasione IVA e miglioria trasparenza fiscale | Riduzione dei rischi di indebita detrazione o mancato versamento |
| Esclusioni | Forniture a soggetti privati, non pubblici | Non obbligatorio in questi casi |
| Obbligo | Il cliente deve versare l’IVA all’erario | Il fornitore incassa solo il netto |
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